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LA LITURGIA DEL GIORNO
 


PREGHIERA

per la fine del COVID - 19

 

Dio Padre, Creatore del mondo, onnipotente e misericordioso,
che per amore nostro
hai inviato tuo Figlio al mondo
come medico delle anime e dei corpi,

guarda ai tuoi figli che in questo difficile momento di sconcerto e smarrimento

in molte regioni di Europa e del mondo
si rivolgono a Te cercando forza, salvezza

e sollievo,

liberaci dalla malattia e dalla paura,
guarisci i nostri malati, conforta i loro familiari,
da saggezza ai nostri governanti,
energia e ricompensa a medici,

infermieri e volontari,
vita eterna ai defunti.
Non abbandonarci nel momento

della prova ma liberaci da ogni male.

Lo chiediamo a Te, che con il Figlio e lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli

dei secoli. Amen.

Santa Maria, madre della salute e della speranza, prega per noi!

 

Jean-Claude Card. Hollerich SJ

Arcivescovo di Lussemburgo - Presidente COMECE

 

Angelo Card. Bagnaso - Arcivescovo di Genova

Presidente CCEE

 

PREGHIERA A CRISTO RISORTO

 O Signore risorto, fa’ che ti apra  quando bussi alla mia porta.
Donami gioia vera per testimoniare al mondo  che sei morto e risorto per sconfiggere il male.
Fa’ che ti veda e ti serva nel fratello sofferente, malato, abbandonato, perseguitato….
Aiutami a riconoscerti in ogni avvenimento della vita e donami un cuore sensibile alle necessità del mondo.
O Signore risorto, riempi il mio cuore di piccole opere di carità,
quelle che si concretizzano in un sorriso, in un atto di pazienza e di accettazione,
in un dono di benevolenza e di compassione, in un atteggiamento di perdono cordiale, in un aiuto materiale secondo le mie possibilità.

Madre Teresa di Calcutta

 


SETTE VOLTE SETTE GIORNI

Il Tempo di Pasqua dura cinquanta giorni, sette volte sette giorni, una settimana di settimane, con un domani; e il numero sette è un'immagine della pienezza (si pensi al racconto della creazione nel primo capitolo della Genesi), l'unità che si aggiunge a questa pienezza moltiplicata apre su un aldilà. È così che il tempo di Pasqua, con la gioia prolungata del trionfo pasquale, è divenuto per i padri della Chiesa l'immagine dell'eternità e del raggiungimento del mistero del Cristo. Per Tertulliano alla fine del secondo secolo, la cinquantina pasquale è il tempo della grande allegrezza durante il quale si celebra la fase gloriosa del mistero della redenzione dopo la risurrezione del Cristo, fino all'effusione dello Spirito sui discepoli e su tutta la Chiesa nata dalla Passione del Cristo. Secondo sant'Ambrogio: "I nostri avi ci hanno insegnato a celebrare i cinquanta giorni della Pentecoste come parte integrante della Pasqua".

A ciò che un solo giorno è troppo breve per celebrare, la Chiesa consacra cinquanta giorni, che sono estensione della gioia pasquale; il digiuno è stato sempre bandito in questo periodo, anche dai più austeri degli asceti. I cinquanta giorni sono come una sola domenica.

TEMPO DI GIOIA

Gioia, rendimento di grazie, celebrazione della luce e della vita, tale è il tempo pasquale. Evidentemente, l'ottava di Pasqua ha un carattere più pronunciato di allegrezza e di meditazione sul fatto della risurrezione del Cristo e della nascita del cristiano nel battesimo, che è una partecipazione alla vita risuscitata del Cristo, mediante una nuova nascita e un pegno della risurrezione futura. Ma tutta la cinquantina ha più o meno questo carattere: vi si canta continuamente l'Alleluia.

Sono privilegiati gli epiloghi evangelici delle manifestazioni di Gesù dopo la risurrezione, ma anche, secondo san Giovanni, il suo ultimo discorso, gli ultimi insegnamenti sul comandamento dell'amore, l'unione intima fra lui e suo Padre, la promessa di un altro consolatore, lo Spirito di verità, la grande preghiera sacerdotale per l'unità.

Nel quarantesimo giorno si celebra l'Ascensione di Cristo al cielo, e i giorni che seguono sono una lunga preghiera per la venuta dello Spirito, in unione con i discepoli e Nostra Signora del Cenacolo.

(da www.lachiesa.it)


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