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LITURGIA DEL GIORNO




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INNO ALLA VITA CHE NON MUORE E RISORGE
di Paolo VI

Siate lieti, siate felici di questa fede, di questa fortuna! Di questo inno pasquale alla vita! alla vita che non muore e risorge! alla vita, che anche nella sfera temporale, è illuminata da speranza nuova, capace di farle osare le più ardue imprese e di risolvere i più intricati problemi.
Buona Pasqua perciò a voi tutti, membri di questa Chiesa, che dalla fede trae le sue ragioni di vivere e di spiritualmente godere.
Buona Pasqua «ecumenica» a tutti i Fratelli cristiani. A tutti i Popoli!
Buona Pasqua specialmente a voi, giovani, che avete tanto bisogno di fiducia e di felicità, e che fra tutti siete i migliori candidati a capire, a far vostra la Pasqua, cioè la vita, la pienezza di Cristo.
Buona Pasqua a voi, genitori, che alla vita immortale offrite i frutti del vostro puro amore. Buona Pasqua a voi, sofferenti e poveri tutti, ai quali la beatitudine di Cristo è per primi dovuta e ai quali chiunque ha cuore umano e cristiano deve il dono del suo servizio e del suo amore.
Buona Pasqua a voi, gente del lavoro, fratelli di Cristo, ch’Egli a Sé chiama per la sua autentica consolazione (cfr. Mt 11, 28).
Buona Pasqua a voi, uomini politici, a cui la speranza vittoriosa di questa giornata deve infondere sapienza, coraggio e fiducia a far vivere e rivivere la pace nel mondo.
Buona Pasqua a tutti, nel segno sicuro della beatitudine derivante dalla risurrezione benedetta di Cristo! Alleluia!
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28 aprile 2019: Festa della Divina Misericordia
v. Novena e Coroncina

visita il sito: LA DIVINA MISERICORDIA


Il Tempo pasquale 2019 inizia con la Domenica di Pasqua (21 aprile) e termina con la Domenica di Pentecoste (9 giugno).Il Tempo di Pasqua è il periodo liturgico più antico e maggiormente considerato nella Chiesa delle origini: ogni giorno si celebrava l'assemblea liturgica o eucaristica, risuonava il canto dell'alleluia, si pregava stando in piedi, era vietato il digiuno.

Era come un ininterrotto giorno pasquale, in cui si celebravano gli aspetti del mistero di Cristo risorto, apparso, asceso al cielo, glorificato alla destra del Padre, donatore dello Spirito e in cui i «neofiti», cioè i nuovi cristiani, vivevano la prima esperienza ecclesiale della loro rinascita.
 
Anche per noi il Tempo Pasquale deve essere vissuto così.

«I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Risurrezione alla domenica di Pentecoste - si legge al n. 22 delle norme generali dell'anno liturgico e del calendario - si celebrano nell'esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come la grande domenica. Sono giorni nei quali, in modo del tutto speciale, si canta l'alleluia».

Le domeniche successive alla Pasqua, indicate col numero progressivo, sono dette «domenica di Pasqua», quasi a significare una Pasqua continua.

I primi otto giorni, o settimana pasquale, godono di una particolare solennità con l'intreccio dei temi della risurrezione e del battesimo.

In questo periodo, l'evento pasquale viene considerato e celebrato non tanto in se stesso o nel riferimento a Cristo, quanto in relazione alla Chiesa, la comunità nata dalla Pasqua che confessa e vive la sua comunione con il Risorto mediante lo Spirito: è il tempo messianico, l'inaugurazione della nuova era escatologica.

Ed era questo il tempo della mistagogia per i «neofiti» (nuovi cristiani) adulti, oggi ripristinato. Il tempo cioè dell'approfondimento, dell'assimilazione mediante regolari assemblee liturgiche dei misteri celebrati nella notte di Pasqua, precisamente: del Battesimo, della Cresima e dell'Eucaristia.

Un periodo quindi di ripensamento e di adesione più cosciente al dono pasquale della vita in Cristo entro la Chiesa, offerto oggi a tutti.

Secondo la tradizione liturgica dell'Oriente e dell'Occidente, il libro degli Atti degli Apostoli occupa un posto privilegiato, quale testimonianza della Chiesa primitiva uscita dal costato di Cristo nel suo progressivo sviluppo, mentre l'Apocalisse ne richiama il termine finale, inducendo un clima di fede gioiosa e di ferma speranza. A sua volta il vangelo di Giovanni approfondisce il mistero di Cristo, Agnello immolato e glorioso, Pastore buono che guida ai pascoli senza fine.

Le due solennità dell'Ascensione e della Pentecoste sembrano due feste che spezzano l'unità del Tempo di Pasqua: la festa della partenza di Gesù da questa terra e la festa dello Spirito Santo.

Non si tratta propriamente di due eventi separati dalla Pasqua, quanto piuttosto dello sviluppo, in due momenti successivi, dell'unico mistero pasquale di Cristo.

Esaltato dalla gloria del Padre e costituito Signore dell'universo, Egli effonde il suo Spirito, principio di vita nuova, sulla comunità dei credenti. Manifesta così la sua presenza operante e santificante in forma nuova, più intima e più universale.

 

 

 

 


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