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Mercoledì 14 febbraio 2018, Mercoledì delle Ceneri, giorno d’inizio del Tempo di Quaresima che ci porterà alla Pasqua, che quest’anno si festeggerà domenica 1º aprile. Per i fedeli inizia un periodo dell’anno ricco di significato, “caratteristiche” liturgiche, obblighi e simboli, “primo” dei quali è appunto quello della cenere cui è dedicato il rito di mercoledì 14 febbraio.


La cenere, simbolo di conversione

Nel primo giorno di Quaresima il sacerdote “impone” le ceneri sul capo o sulla fronte dei fedeli: simboleggiano la polvere che diventeremo e dunque sono un invito alla conversione. Un tempo si usava la formula “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, ispirata alla parola di Dio nel cacciare Adamo ed Eva dall’Eden; l’espressione “cospargersi il capo di cenere” significa chiedere perdono, che è la strada per prepararsi alla Pasqua. Oggi prevale l’esortazione “Convertiti e credi al Vangelo”. Le ceneri si ottengono bruciando i rami di olivo o palma benedetti l’anno prima.

Cos’è la quaresima: il “nodo” dei 40 giorni

Quaresima è una parola che viene dal latino e sta per quadragesima dies, 40º giorno prima della Pasqua. Il numero 40 è simbolico e legato alla penitenza: ci sono i 40 giorni del digiuno di Gesù nel deserto, i 40 del Diluvio e i 40 di Mosè sul Sinai, e poi ci sono i 40 anni di Israele nel deserto… 

In realtà la Quaresima è durata 40 giorni solo nei primi secoli della Chiesa. Visto che nelle domeniche non era prevista la penitenza, papa Gregorio Magno la allungò di quattro giorni per far “tornare il conto”. La fece partire, dunque, dal mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima (il Mercoledì delle Ceneri, appunto). Visto, però, che tra Quaresima e Pasqua c’era anche il periodo del Triduo Pasquale (che parte dal Giovedì Santo, include Venerdì Santo e Sabato Santo, e finisce a Pasqua) i giorni diventavano 46… La durata attuale di 44 giorni, dunque, si è ottenuta stabilendo la fine della Quaresima con la messa vespertina in Coena Domini del Giovedì Santo.

I cambiamenti di liturgia

In Quaresima non si canta l’Alleluia e non si recita il Gloria. Si usa il colore viola per i paramenti, salvi il bianco nelle domeniche e altre feste, il rosa (facoltativo) nella quarta domenica e il rosso nella Domenica delle Palme. Ancora: niente fiori sugli altari e strumenti musicali solo per accompagnare i canti. Non si celebrano le memorie dei santi: le uniche feste sono S. Giuseppe e l’Annunciazione (19 e 25 marzo). Dalla quinta domenica si possono velare i crocefissi fino alla fine della liturgia del Venerdì Santo e le immagini fino alla veglia pasquale. I matrimoni sono sconsigliati o devono essere molto sobri.

Che cosa dobbiamo fare in Quaresima

I fedeli sono chiamati a un tempo di penitenza che consiste nel digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, nell’astinenza dalle carni al venerdì, nella preghiera più assidua e, oggi in particolare, nella carità.

cfr. www.miopapa.it/il-percorso-di-avvicinamento-alla-quaresima/

 

   LITURGIA DEL GIORNO 

   

Sussidio per il tempo di Quaresima e Pasqua

 


Messaggio per la Quaresima 2018
 


Via Crucis della PORA

Via Crucis breve

 


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