LITURGIA DEL GIORNO

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Il mese di Ottobre inizia con la memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino
e con la memoria degli Angeli Custodi
alla cui protezione ci affidiamo insieme a quella della nostra
Mamma del Cielo
Regina del Santo Rosario.

1 Ottobre
S. Teresa di Gesù Bambino



Speciale protettrice della P.O.R.A.
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La festa di Santa Teresa di Gesù Bambino (1873-1897), proclamata nel 1927 Patrona delle Missioni con San Francesco Saverio, segna il 1° ottobre l’inizio dell’Ottobre Missionario, che culmina nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale.

In tutto il mondo la Chiesa cattolica celebra Ottobre come Mese delle Missioni, utilizzando i numerosi sussidi che le Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie preparano per ricordare il dovere di ogni battezzato di collaborare alla missione universale della Chiesa con la preghiera ed il sostegno economico. Ottobre è stato scelto come mese missionario a ricordo della scoperta del continente americano, che aprì una nuova pagina nella storia dell’evangelizzazione.

Domenica 22 ottobre 2017

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Messaggio del Santo Padre
per la Giornata Missionaria


 


2 Ottobre

Santi Angeli Custodi


 

Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato, a questa data, non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. Tre giorni fa, infatti, si è  celebrata la festa dei tre Arcangeli : Michele, Gabriele e Raffaele.

L'uso di una festa particolare dedicata agli Angeli Custodi si diffuse nella Spagna nel IV sec., e nel secolo successivo in Portogallo, più tardi ancora in Austria. Nel 1670, Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676) ne fissò la data al 2 ottobre.

La devozione per gli Angeli è più antica di quella per i Santi: prese particolare importanza nel Medioevo quando i monaci solitari ricercarono la compagnia di queste invisibili creature e le sentirono presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento.

Dopo il concilio di Trento, la devozione per gli Angeli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Nella vita attuale, però, gli uomini trascurano sempre di più la propria angelica compagnia, e non avvertono, ormai, la presenza di un puro spirito, testimone costante dei pensieri e delle azioni umane.

Di solito si parla dell'Angelo Custode soltanto ai bambini; gli adulti, invece, dimenticano facilmente il loro consigliere, il loro invisibile compagno di viaggio, il testimone della loro vita. E anche questo aumenta il senso della desolazione e addirittura dell'angoscia che caratterizza il nostro tempo, nel quale si sono lasciate cadere, come infantili fantasie, tante consolanti e sostenitrici verità di fede.

È infatti, verità di fede che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angelo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte. « Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi » (Sal 90, 11).

Ci sono tante esperienze di santi. Chi non ricorda S. Gemma Galgani, ad esempio, cui l’angelo custode le faceva addirittura da portalettere? E più vicino a noi Padre Pio?

 

                                                                            

Il Rosario è nato dall'amore dei cristiani per Maria

 

in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica. Gli anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei "Paternostri", per il cui conteggio San Beda il Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno spago. Poi, narra una leggenda, la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico, gli indicò nella recita del Rosario un'arma efficace per debellare l'eresia albigese.

Nacque così la devozione alla corona del Rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario.
Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie di "breviario del popolo", da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare.
Quelle "Ave Maria" recitate in famiglia sono animate da un autentico spirito di preghiera:

"E mentre si propaga la dolce e monotona cadenza delle "Ave Maria", il padre o la madre di famiglia pensano alle preoccupazioni familiari, al bambino che attendono o ai problemi che già pongono i figli più grandi. Questo insieme di aspetti della vita familiare subisce allora l'illuminazione del mistero salvific
o del Cristo, e viene spontaneo affidarlo con semplicità alla madre del miracolo di Cana e di tutta quanta la redenzione"
(Schillebeeckx)

La celebrazione della festa della Madonna del Rosario, istituita da S. Pio V per commemorare la vittoria riportata nel 1571 a Lepanto contro la flotta turca (inizialmente si diceva "S. Maria della Vittoria"), il giorno 7 ottobre, che in quell'anno cadeva di domenica, venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre da S. Pio X nel 1913. La "festa del santissimo Rosario", com'era chiamata prima della riforma del calendario del 1960, compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione dei vari momenti della vita di Maria e di Gesù.

(da Santi, Beati e testimoni)
 

La preghiera del Rosario, nel Messaggio di Fatima è la più richiesta.
La Beata Vergine Maria ha chiesto di pregare il Rosario tutti i giorni in tutte e sei le volte che apparve."
Recitate il Rosario tutti i giorni".
Nessun'altra devozione nella Chiesa è stata più raccomandata come questa, dai Papi.

Il Rosario è la mia preghiera prediletta.


Preghiera meravigliosa. Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità. In questa preghiera ripetiamo molte volte le parole che la Vergine Maria udì dall’Arcangelo e dalla sua parente Elisabetta. A queste parole si associa tutta la Chiesa. Si può dire che il Rosario è, in certo modo, un commento-preghiera dell’ultimo capitolo della Costituzione “Lumen Gentium” del Concilio Vaticano II, capitolo che tratta della mirabile presenza della Madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa.

E’ la vita di Cristo

Sullo sfondo delle parole “Ave Maria” passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo. Essi si compongono nell’insieme dei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, e ci mettono in comunione viva con Gesù attraverso - potremo dire - il Cuore della sua Madre.

E’ la nostra vita

Il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità; le vicende personali e quelle del prossimo e, in modo particolare, di coloro che ci sono più vicini, che ci stanno a cuore. Così, la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana.

E’ il nostro grazie
 
San Giovanni Paolo II                             

Il Santo Rosario: dona forza a chi è stanco

Un episodio della vita di San Giovanni XXIII ci fa ben comprendere come la preghiera del Santo Rosario sostiene e dona la forza di pregare anche a chi è stanco. Forse per noi è facile scoraggiarci se dobbiamo recitare il Santo Rosario quando siamo stanchi, e invece, a rifletterci anche solo per poco, capiremmo che basterebbe un po’ di coraggio e di determinazione per fare un’esperienza salutare e preziosa: l’esperienza che la preghiera del Santo Rosario sostiene e fa superare anche la stanchezza.
Al papa Giovanni XXIII, infatti, legatissimo alla recita quotidiana delle tre corone del Rosario, capitò che un giorno, per il carico delle udienze, dei discorsi e degli incontri, arrivò a sera senza aver potuto recitare le tre corone.
Subito dopo la cena, lungi dal pensare che la stanchezza poteva dispensarlo dalla recita delle tre corone del Rosario, chiamò le tre suore addette al suo servizio e chiese loro:
«Ve la sentireste di venire con me in Cappella a recitare il Santo Rosario?».
«Volentieri, Padre Santo».
Si andò subito in Cappella, e il Santo Padre annunciava il mistero, lo commentava brevemente e intonava la preghiera. Al termine della prima corona dei misteri gaudiosi, il Papa si voltò alle suore e chiese:
«Siete forse stanche?». «No no, Padre Santo».
«Potreste recitare con me anche i misteri dolorosi?».
«Sì sì, volentieri».
Il Papa intonò quindi il Rosario dei misteri dolorosi, sempre con un breve commento ad ogni mistero. Al termine del secondo Rosario, di nuovo il Papa si rivolse alle suore:
«Siete stanche ora?». «No no, Padre Santo».
«Potreste completare con me anche i misteri gloriosi?».
«Sì sì, volentieri».
E il Papa iniziò la terza corona dei misteri gloriosi, sempre con il breve commento per la meditazione. Terminata la recita anche della terza corona, il Papa diede alle suore la sua benedizione e il più bel sorriso di gratitudine.
 
Il Rosario è sollievo e riposo
Il Santo Rosario è così. È preghiera riposante, anche nella stanchezza, se si è ben disposti e si ama colloquiare con la Madonna. Il Rosario e la stanchezza, insieme, fanno preghiera e sacrificio, ossia fanno la preghiera più meritoria e preziosa per ottenere grazie e benedizioni dal Cuore della divina Madre. Ella stessa, durante le apparizioni a Fatima, non ha forse chiesto «preghiera e sacrificio»?
Se noi pensassimo seriamente a questa insistente richiesta della Madonna di Fatima, non solo non ci scoraggeremmo quando dobbiamo recitare il Rosario sentendoci stanchi, ma capiremmo che ogni volta, con la stanchezza abbiamo l’occasione santa per offrire alla Madonna una preghiera-sacrificio che sarà certamente più carica di frutti e di benedizioni. E questa consapevolezza di fede sostiene realmente la nostra stanchezza addolcendola lungo tutto il tempo della preghiera-sacrificio.
Sappiamo tutti che san Pio da Pietrelcina, nonostante il pesante carico quotidiano di lavoro per le confessioni e per gli incontri con le persone che venivano da ogni parte del mondo, recitava di giorno e di notte tante corone del Rosario da far pensare al miracolo di un dono mistico, di un dono straordinario ricevuto da Dio particolarmente per la preghiera del Santo Rosario. Una sera avvenne che, dopo una delle giornate ancora più faticose, un frate vide che Padre Pio era andato e stava già da lungo tempo in coro a pregare ininterrottamente con la corona del Rosario in mano. Il frate, allora, si avvicinò a Padre Pio e con premura gli disse:
«Ma, Padre, dopo tutte le fatiche di questa giornata non potreste pensare un po’ a riposarvi?».
«E stando qui a recitare Rosari non mi sto forse riposando?», rispose Padre Pio.

Queste sono le lezioni dei Santi. Beato chi sa impararle e metterle in pratica!
 

da:
rosarioonline.altervista.org

L’immagine tradizionale della Madonna del Rosario

raffigura Maria che con un braccio sostiene Gesù Bambino e con l’altro porge la corona a san Domenico.

Questa significativa iconografia mostra che il Rosario è un mezzo donato dalla Vergine per contemplare Gesù e, meditandone la vita, amarlo e seguirlo sempre più fedelmente.

E’ la consegna che la Madonna ha lasciato anche in diverse sue apparizioni. Penso, in particolare, a quella di Fatima avvenuta 90 anni fa. Ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco, presentandosi come “la Madonna del Rosario”, raccomandò con insistenza di recitare il Rosario tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra.

Anche noi vogliamo accogliere la materna richiesta della Vergine, impegnandoci a recitare con fede la corona del Rosario per la pace nelle famiglie, nelle nazioni e nel mondo intero.

 

… In realtà, il Rosario non si contrappone alla meditazione della Parola di Dio e alla preghiera liturgica; rappresenta anzi un naturale e ideale complemento, in particolare come preparazione e come ringraziamento alla celebrazione eucaristica.

Il Cristo incontrato nel Vangelo e nel Sacramento, lo contempliamo con Maria nei vari momenti della sua vita grazie ai misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi.

Alla scuola della Madre, impariamo così a conformarci al suo divin Figlio e ad annunciarlo con la nostra stessa vita.

Se l’Eucaristia è per il cristiano il centro della giornata, il Rosario contribuisce in modo privilegiato a dilatare la comunione con Cristo, ed educa a vivere tenendo fisso su di Lui lo sguardo del cuore, per irradiare su tutti e su tutto il suo amore misericordioso…


Benedetto XVI

Vorrei richiamare all’importanza e alla bellezza della preghiera del santo Rosario.

Recitando l'Ave Maria, noi siamo condotti a contemplare i misteri di Gesù, a riflettere cioè sui momenti centrali della sua vita, perché, come per Maria e per san Giuseppe, Egli sia il centro dei nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre azioni. Sarebbe bello se si recitasse assieme in famiglia, con gli amici, in Parrocchia, il santo Rosario o qualche preghiera a Gesù e alla Vergine Maria! La preghiera fatta assieme è un momento prezioso per rendere ancora più salda la vita familiare, l’amicizia! Impariamo a pregare di più in famiglia e come famiglia!                              

Papa Francesco
 

  IL S. ROSARIO
con riferimenti biblici e frasi dei Fondatori della P.O.R.A